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19/09/2026 22:00 - PagineSì Redazione

Yoga, Olismo e scoperta di sé: un percorso verso la consapevolezza interiore

C'è un momento, in chi pratica con costanza, in cui la lezione smette di essere ginnastica. Succede quando una posizione diventa scomoda e la reazione abituale, quella di irrigidirsi o di mollare, si presenta identica a come si presenta nella vita fuori dalla sala. Da lì in poi il tappetino diventa uno specchio. Per me lo yoga è proprio la capacità di portare quelle esperienze nella vita di ogni giorno, e questa è la direzione in cui accompagno chi arriva a Rodello.

Yama e Niyama: l'etica che precede la posizione

Prima degli Asana, la tradizione colloca i principi etici. Yama riguarda il rapporto con gli altri, Niyama quello con se stessi: non fare violenza, essere sinceri, non accumulare oltre il necessario, coltivare pulizia, contentezza, disciplina e studio interiore. Sembrano indicazioni astratte finché non le si applica a una giornata qualsiasi, dove diventano concretissime: come parli di chi non è presente, quanto pretendi da te il giorno in cui hai dormito male, che cosa continui a comprare senza usarlo. Praticare seguendo questi principi trasforma un'ora di esercizi in un lavoro che continua ben oltre la lezione.

Lo sguardo olistico e la meditazione

Olismo significa rifiutare la separazione fra corpo, mente e spirito: una tensione muscolare persistente parla della postura ma anche di ciò che si sta attraversando, e non ha molto senso trattare l'una ignorando l'altro. La meditazione è lo strumento che tiene insieme i piani. Bastano pochi minuti quotidiani di osservazione del respiro perché la mente impari a fermarsi un istante prima di reagire, e quell'istante è tutto lo spazio necessario per scegliere. La meditazione guidata Kriya Yoga si inserisce in questo percorso come pratica di ascolto profondo, non come tecnica di rilassamento.

Tradurre tutto questo in pratica quotidiana richiede meno di quanto sembri. Cinque minuti di respiro prima di accendere il telefono al mattino, una pausa consapevole a metà giornata, la scelta di non riempire ogni silenzio: gesti minuscoli che spostano il baricentro di una giornata intera. La consapevolezza non si costruisce nei ritiri, ma nelle ore ordinarie, quando nessuno guarda e la tentazione di tornare al pilota automatico è più forte. Nelle lezioni a La Casa Olistica di Alina la parte conclusiva è dedicata proprio a questo passaggio, perché senza un momento di silenzio la pratica resta un esercizio fisico.

La scoperta di sé non arriva con una rivelazione improvvisa. Somiglia piuttosto a una serie di piccoli riconoscimenti: capire quale situazione ti chiude il respiro, notare quando dici sì mentre pensi no, accorgerti che una vecchia reazione non si è più presentata.

Nell'area download del sito ho raccolto rituali guidati e semi di consapevolezza da usare liberamente a casa, per chi vuole muovere i primi passi in autonomia. Se invece senti che è il momento di un percorso accompagnato, scrivimi a info@lacasaolisticadialina.com: a La Casa Olistica di Alina la pratica sul tappetino, la meditazione e i trattamenti si costruiscono su un unico filo.

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